Tea Hero of the Year: Kazuya Matsumoto e la via del tè… naturale

Le foglie del tè nero giapponese, Wakoucha, prodotto dal tea master Kazuya Matsumoto secondo i principi dell'agricoltura naturale Foto di Jurga Po Alessi

Se nei primi tempi non avevo il coraggio di dire “Questo è il tè di Minamata”, oggi le cose sono cambiate. Sono orgoglioso dei miei prodotti e sono convinto che l’agricoltura naturale è un metodo di cui possiamo vantarci davanti a tutto il mondo.

Tea Master Kazuya Matsumoto

La storia del Tea Master Kazuya Matsumoto è un vero hero’s journey alla Joseph Campbell. Nato a Minamata, luogo di un disastro ambientale provocato da un’industria chimica, eredita dal bisnonno un piccolo tea garden e decide di coltivare il tè come natura comanda: niente pesticidi, niente fertilizzanti, niente bullshit, nemmeno quello organico. Un genio o un pazzo? Chissà, forse solo un agricoltore consapevole. E mentre le paure dei familiari (“Noi producevamo tè per l’imperatore, i tuoi sperimenti ci rovineranno il nome”) è un ostacolo piuttosto facile da superare, vincere la diffidenza e il sarcasmo della società (“Tè di Minamata? Minamata come mercurio?”) richiede tempo, costanza e impegno. Ma, come ben sappiamo, la perseveranza paga sempre. Oggi, quattordici anni dopo, il nostro tea hero vende la sua produzione in Giappone e nelle migliori boutique di Europa… Come il Supernatural Black, tè nero – “spaziale” è a dir poco un eufemismo – ricevuto in dono, per il mio compleanno, dalla cara amica Elisa tramite la boutique londinese Postcard Teas.

Sakura No En: la via del tè naturale

Situata a Minamata, prefettura di Kumamoto, Sakura No En è una storica fattoria del tè che la famiglia Matsumoto gestisce dal 1927. Per decenni è il fornitore ufficiale dell’imperatore. Poi, la tragedia: nel 1956 a Minamata viene scoperta una malattia (“sindrome di Minamata”) che colpisce il sistema nervoso, provocata da intossicazione acuta da mercurio. La causa? Il rilascio nelle acque di scarico di metilmercurio da parte dell’industria chimica Chisso Corporation: una pratica che va avanti dal 1932 al 1968… Per la famiglia Matsumoto, così come per molti altri produttori locali, sono anni difficili: la gente non si fida più dei prodotti provenienti da Minamata. Solo nel 1997 la baia è dichiarata finalmente fuori pericolo.

Kazuya Matsumoto, tea master di Minamata, prefettura di Kumamoto, produce i suoi tè secondo i metodi dell'agricoltura naturale
Kazuya Matsumoto nella sua piantagione del tè. Foto reperita sul web.

Per Sakura No En, il momento di svolta arriva con Kazuya Matsumoto, quarta generazione. Il giovane tea master abbandona l’utilizzo di qualsiasi prodotto chimico compresi quelli ecologici, nonostante lo scetticismo degli esperti e le paure dei familiari. L’agricoltura naturale è l’unica via del tè che vuole praticare.

Ma in cosa consiste il metodo naturale? L’agricoltura naturale o del “non fare” viene introdotta nel 1975 da Masanobu Fukuoka, autore di La Rivoluzione di un filo di paglia. Si basa sui quattro pilastri ispirati al concetto Zen del mu:

  1. non arare;
  2. non concimare;
  3. non usare pesticidi;
  4. non diserbare.

Lo scetticismo più diffuso riguarda il divieto dei pesticidi: senza di loro, dicono gli esperti, coltivare il tè è proprio impossibile!

Senza pesticidi è impossibile? Stronzate

Senza pesticidi il tè non cresce: è quello che pensa la stragrande maggioranza dei produttori giapponesi. Secondo il Ministero dell’agricoltura giapponese, nel 2015 solo 2,78% del tè prodotto in Giappone era certificato biologico (l’agricoltura biologica, tuttavia, consente l’utilizzo del concime ecologico), mentre il tè convenzionale costituisce il restante 97,22%. E il tè naturale? Non compare nemmeno sulle statistiche del ministero, talmente è piccola la produzione al giorno d’oggi.

Eppure nella piantagione del tè del signor Matsumoto gli alberi novantenni di Yabukita non vedono concime da più di quattordici anni. Eppure, i tè di Sakura No Enshincha, sencha, kamairicha e wakoucha – sono nei menu dei ristoranti più esclusivi del Giappone e sugli scaffali delle migliori tea boutique in Germania, Francia e Regno Unito. Kazuya Matsumoto è convinto: produrre tè buono senza “aiuti” chimici è possibile, anzi indispensabile.

Il miglior regalo per una green-tea lover? Il tè nero Supernatural Black!

Le mie tea friends lo sanno: tra tè verde e nero preferisco sempre il verde. E così, il giorno del mio compleanno ricevo dalla cara amica Elisa Da Rin Puppel, tramite Postcard Teas di Londra, una deliziosa latta di Supernatural… Black! Nero nerissimo. Cos’è, un errore? No, solo un esaurimento scorte: il Supernatural Green era out of stock:))) “Beh, nulla accade per caso”, mi sono detta e ho messo il bollitore sul fuoco…

Postcard Teas, boutique del tè a Londra.
Postcard Teas, boutique del tè a Mayfair, nel cuore di Londra, è una delle ultime chicche scovate dalla nostra cara tea friend Alessandra durante un recente viaggio in Inghilterra. Credits: foto reperita sul web.
Foglie del Wakoucha dopo la prima infusione e l'infuso in una tazza di vetro.
Supernatural Black dopo la prima infusione. Foto di Jurga Po Alessi

Sin dal primo sorso, questo tè ha cancellato dalla mia memoria tutto quello che pensavo di sapere sui wakoucha, tè neri giapponesi. Un tè raffinatissimo, dalle piccole foglie attorcigliate e lucenti, di un colore nero vivo, come se fossero di un Gyokuro black, dall’aroma dolce e intenso, con una spiccata nota di prugna ma, soprattutto, dalla morbida e setosa sensazione – senza una traccia di astringenza – che dà al palato. Il miglior regalo ever, per una green-tea lover. Grazie Elisa e grazie Alessandra!

E voi, cosa ne pensate dei tè prodotti in modo naturale? Li avete mai assaggiati? Quali? Di che produttori?

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