365 Tealovers: Carlotta Mariani (Five O’ Clock)

Se fosse nata nell’epoca di Garibaldi chissà, magari sarebbe partita insieme all’eroe dei due mondi, per unire gli italiani con la sua passione per il tè. È nata, invece, nell’epoca dei blog e dei social, ma la sua passione diventata missione – divulgare la cultura del tè e unire tutti quanti noi tealover d’Italia – la sta svolgendo splendidamente. Carlotta Mariani, giornalista e tea blogger, è colei che ogni mese raccoglie gli eventi e le iniziative sul tè di tutta Italia per poi pubblicarli sul suo storico blog, Five O Clock, in un unico calendario mensile. Sono molto grata a Carlotta per l’intervista. Mi ha fatto ricordare di quanto sia straordinario questo momento che il tè sta vivendo in Italia. La sua storia accade in tempo reale e a scriverla siamo noi tealover, sia che si tratti di blog che di effimere Instagram stories, di grandi tea festival o di intimi teatime tra amici.

Siate curiosi e aperti. Il tè è un mondo affascinante e vastissimo, non abbiate paura di assaggiare e di condividere una tazza di tè. Non abbiate paura di “trasgredire” le regole per adattarle al vostro gusto personale. Non abbiate paura di fermarvi per preparare questa magica bevanda.

Carlotta Mariani

La tea blogger e giornalista Carlotta Mariani con una tazza di Matcha (Moko's Matcha Milano)
Foto di Jurga Po Alessi.

L’intervista

Raccontaci brevemente di te: cosa fai nella vita e nel mondo del tè?

Uhm, iniziamo subito con le domande difficili… scherzo. Allora, sono giornalista professionista ma non è un mestiere facile quindi mi occupo di diverse cose: articoli a tema food, social media manager, comunicazione, collaboro con l’organizzazione del festival del tè di Bologna, pet sitting… e dal 2009 ho un blog sul tè che si chiama Five o’ clock. È il mio rifugio felice, ci tengo tantissimo.

Da quanti anni coltivi la passione “teina”? Come è iniziata?

Tutto è iniziato in terza o quarta liceo. Spesso andavamo a studiare a casa di una nostra amica e la mamma, a metà pomeriggio, ci offriva una tazza di tè. A casa mia nessuno lo beveva e per me era una grande novità. Io e il mio gruppo di amiche abbiamo così iniziato a bere insieme il tè, a scambiarci le bustine, a portarlo come souvenir dei nostri viaggi… ci piaceva il sapore, ci piaceva andare alla ricerca dei gusti più strani, ci piaceva l’idea di trascorrere dei momenti insieme, anche se nel frattempo facevamo la versione di latino. Ci faceva sentire unite.

Tra la miriade di infusi che avrai assaggiato nel frattempo, quali sono i tuoi tè “intramontabili”, quelli di cui non puoi fare a meno?

Allora, vediamo… iniziamo dai classici: il Long Jing, il Meng Ding Gan Lu, il Genmaicha, il Kukicha, il Tie Guan Yin, il Darjeeling (soprattutto il primo raccolto), il tè al gelsomino. Metto con riserva il Sencha e il Matcha perché la passione per questi tè va un po’ a periodi. Per quanto riguarda gli aromatizzati per me il top è l’Earl Grey in tutte le sue varianti. Una di queste è la miscela Anastasia di Kusmi Tea che mi ricorda il periodo in cui ero in Norvegia.

I 5 indirizzi italiani top (non necessariamente a Milano) per assaggiare il tè Matcha?

Posso dire a casa mia? 🙂 Scherzi a parte, vado in ordine alfabetico dei miei Matcha e Matcha Latte preferiti:

Devo aggiungere un outsider: il Matcha del padiglione giapponese a Expo Milano 2015, è quello che mi ha fatto innamorare di questo tè.

#nonlavorosenzatè, nuovo hashtag lanciato dalla tea blogger Carlotta Mariani per incoraggiare gli italiani a portare il tè in ufficio
Foto di Carlotta Mariani.

#nonlavorosenzatè è uno degli ultimi topic che hai proposto ai tuoi lettori sul blog e ai follower su Instagram (la lista dei consigli è davvero accurata, complimenti!). Pensi che sarà facile cambiare il mindset degli italiani? Quali sono le convinzioni e le maggiori paure che trattengono i tealover dal portare il tè in ufficio? Come potrebbero affrontarle?

Domanda interessante. Trovo che nella vita, soprattutto negli ultimi tempi, niente sia facile ma sì, credo che gli italiani, soprattutto giovani, si stiano appassionando al tè. Portarlo in ufficio è molto più semplice di quanto si pensi, basta veramente iniziare e prendere l’abitudine.

Io l’ho fatto in tutti gli uffici / redazioni in cui ho lavorato e i momenti in cui si beveva insieme una tazza di tè sono stati tra i più belli. Qualcuno può pensare che non sia pratico o che ci voglia troppo tempo… provate e poi raccontateci la vostra esperienza! L’hashtag ve lo ha già suggerito Jurga 😉

Tea books (manuali, romanzi, ecc.): qual è quello che più ti ha colpita? Regali mai libri sul tè?

Al momento, Tea-spiration di Lu Ann Pannunzio. Diversamente da altri, non è un libro che vuole insegnare, ma far riflettere e condivido molti punti trattati da Lu Ann, come l’importanza di prendersi del tempo, di fermarsi.

Una tazza di tè con l'omino infusore e un libro (Tea-spiration by Lu Ann Pannunzio)
Foto di Carlotta Mariani.

Interessante anche Tea: A User’s Guide di Tony Gebely. Sarà un caso, ma sono entrambi scritti da tea blogger. Credo che la nostra sia una posizione privilegiata per il contatto quasi intimo che riusciamo ad avere con il nostro pubblico.

Ma torniamo alla tua domanda: no, in realtà non regalo mai libri sul tè ma piuttosto miscele in foglia o in bustina, filtri, tazze, poggia tazze e chi più ne ha più ne metta.

Sei la prima persona che mi viene in mente se dico “matrimonio a tema tè”. Il resoconto del tuo matrimonio è ricco di spunti utilissimi. Secondo te, è un trend che prenderà piede in Italia?

Ma sai che temo che abbia già preso piede? Dico “temo” perché sono una maniaca dell’originalità… mentre lo stavo organizzando, più o meno un mese prima del fatidico giorno, in un negozio di tè ho incontrato una ragazza che stava facendo la stessa cosa e ho sentito dire che le richieste sono tante negli ultimi anni. Del resto il tè è ospitalità.

Tè e matrimonio raccontati da Carlotta Mariani
Foto di Carlotta Mariani

Secondo me un matrimonio rappresenta unione ma anche accoglienza, deve essere un gesto, un’attenzione verso gli ospiti che condividono con noi questo momento. Ecco che allora tè e matrimonio si sposano benissimo insieme.

Parliamo dei vizi da tealover: ne hai qualcuno? Spendi / investi (punti di vista 😂) in tè, in accessori, o magari in libri e formazione?

Dovreste parlare con mio marito che mi ha “minacciato” più di una volta ahah come tutti i tealover anch’io ho le mie manie e di sicuro spendo troppo in tazze e in tè. In casa poi lo bevo soprattutto io e le confezioni rischiano di rimanere aperte troppo a lungo. È un peccato! Ho tantissimi libri sul tè ma quelli li considero soprattutto un investimento per il blog: ho bisogno di leggerli per poterne scrivere una corretta recensione.

La tua citazione sul tè preferita?

Ne ho un paio. La prima: “A cup of tea fixes everything” e “Tea is a hug in a cup”. Il significato è simile alla fine e secondo me ben interpreta il mio modo di considerare il tè. L’altra è: “Ogni tazza di tè rappresenta un viaggio immaginario” di Catherine Douzel. Le tradizioni, i profumi, i sapori del tè ci riportano a un mondo lontano nel tempo e nello spazio.

La domanda che faccio a tutti gli intervistati: tea sommelier. Che ne pensi? Quanto è utile e attuale come professione in Italia oggi?

Domanda spinosa… allora, premetto che parli con una che considera tra le persone più colte e interessanti che abbia mai conosciuto suo nonno, che aveva solo la licenza elementare ma tanta curiosità e voglia di imparare.

Detto questo, io non ci vedo niente di male a studiare, a fare dei corsi, ecc, anzi, secondo me, possono essere utili per chi ha già un’attività o vuole aprirne una nel settore. Con la consapevolezza che avere un titolo o meno non ci rende migliori di altri o perfetti, ma deve essere uno stimolo ad approfondire, sempre. Un punto di inizio, mai di arrivo.

Al momento in Italia non vedo molti nuovi sbocchi professionali per i tea sommelier. Cambieranno le cose in futuro? È difficile fare previsioni in un mondo in costante evoluzione. Che cosa fare allora? Secondo me, ognuno deve fare quello si sente, quello che ritiene più adatto alla propria situazione e al proprio sogno.

Il miglior consiglio “teino” che tu abbia mai ricevuto?

Non mettere in infusione il tè verde in acqua a 100° C. Prima odiavo questo tipo di tè, ora, che so come si prepara, è il mio preferito!

Un consiglio e/o un augurio ai nostri lettori tealover?

Siate curiosi e aperti. Il tè è un mondo affascinante e vastissimo, non abbiate paura di assaggiare e di condividere una tazza di tè. Non abbiate paura di “trasgredire” le regole per adattarle al vostro gusto personale. Non abbiate paura di fermarvi per preparare questa magica bevanda. Grazie Jurga, grazie a tutti voi!

Grazie a te, Carlotta!

Alcuni link e indirizzi utili tratti dall’intervista