Ascoltare i giovani fa bene, ti aiuta a uscire dalla zona di comfort fatta di regole della tazza perfetta – regole che ormai sai a memoria – e scoprire mondi nuovi e modi nuovi per fare il tè. Come, ad esempio, quello di sbattere il matcha con la forchetta anziché sua maestà il chasen. Ho conosciuto Yukina Zento (優貴那) alla lezione sul tè all’iSchool di Bergamo e ci tenevo a intervistarla. A 17 anni vivi il mondo del tè con più creatività. Buona lettura!

Se sto bevendo un tè verde (ryokucha) che non mi sembra abbastanza amaro, ci metto un pizzico di matcha.

Yukina Zento (優貴那)
Yukina (優貴那) durante la lezione-laboratorio sul tè che si è svolta all'Istituto iSchool di Bergamo.
Yukina (優貴那) durante la mia lezione-laboratorio sul tè che si è svolta all’Istituto iSchool di Bergamo.

365 tealovers: Yukina Zento (優貴那)

Raccontaci brevemente di te.

Ho 17 anni, sono nata in Giappone e vivo nella città di Nishimiya, vicino a Osaka. Sono arrivata in Italia tramite il programma Intercultura e ho frequentato la seconda superiore dell’Istituto iSchool di Bergamo. Il mio soggiorno italiano è arrivato alla fine: fra quattro giorni torno a casa.

In Giappone frequento una scuola femminile privata, gli studi sono impegnativi. La mia giornata tipo? Lezioni dalle 8.30 alle 15.00, pallavolo (che pratico da 5 anni) dalle 15.00 alle 17.00, poi casa.

Quando è nata la tua passione per il tè giapponese?

L’ho assaggiato per la prima volta all’età di 4, forse 5 anni. I nonni materni mi avevano fatto provare un ryokucha, tè verde: era amarissimo! Poi crescendo mi sono abituata ai sapori amari. Anzi, ora li adoro!

Per fare il tè, che utensili usate a casa?

I nonni materni, amanti del ryokucha, usano molto la kyusu, teiera con il manico laterale. Ne hanno tre o quattro. A casa nostra non ne abbiamo perché beviamo solo il tè tostato hōjicha oppure l’infuso d’orzo, mugicha. Mentre i nonni paterni sono grandi fan dell’hatomugicha, tisana di grano chiamato Lacrime di Giobbe (Nyeli o Coix lacryma-jobi) che, dicono, abbia proprietà curative.

E le teiere in ghisa?

No, a casa usiamo teiere del tipo yakan. La teiera in ghisa la trovi solo dai nonni materni. Infatti, loro conducono uno stile di vita molto giapponese, dall’abbigliamento (la nonna vanta una collezione di 40 yukata, kimono estivi; alcuni risalgono ai tempi della bis-bis-bisnonna) all’arredamento della casa che è tutta in tatami. Bevono solo il ryokucha caldo, eccetto qualche – rarissima – volta quando persino loro ci mettono un cubetto di ghiaccio.

LEGGI ANCHE → Teiere in ghisa? Non chiamatele tetsubin: sono tetsu-kyūsu! (e non vanno sul fuoco)

I tuoi 5 tè preferiti?

  • Tè verde in polvere matcha
  • Tè verde in foglie ryokucha
  • Sanpin-cha, tè cinese di Okinawa profumato al gelsomino
  • Tè verde tostato hōjicha
  • Corn-cha, infuso coreano di chicchi di mais tostati (buonissimo!)

Spesso bevo anche il mugicha. Lo preparo freddo e me lo porto a scuola.

Raccontaci meglio come lo prepari.

Al supermercato acquisto del mugicha sfuso e filtri in carta. Riempio una brocca di vetro con dell’acqua fredda, ci metto il filtro con dentro il mugicha e lascio in infusione (in frigo) per circa 5 ore. Faccio così anche con il tè verde.

Parlami del tuo tè preferito, matcha.

Io lo bevo liscio, compro sia il matcha già pronto, in bottigliette, sia quello in polvere. Come lo preparo? Verso dell’acqua e mescolo: è semplicissimo.

Usi il chasen?

Macché! Basta una forchetta o un cucchiaio: una mescolata veloce ed è pronto!

Quando mi trovo con gli amici ci prendiamo un matcha latte o frappuccino. Qualsiasi bar giapponese te lo fa ma da Starbucks è il più buono. Fanno anche l’hōjicha frappuccino, delizioso! Magari al mio ritorno in Giappone avranno lanciato pure il genmaicha frappuccino..!

Esistono delle parole, nel gergo giapponese, per dire “teaholic”?

No… Vedi, in Giappone si beve così tanto tè che è considerato normale. Cioè è sottinteso che un giapponese sia un teaholic!

Qual è il momento migliore della giornata per bere tè?

Io lo bevo sempre! In casa, con gli amici, a scuola mentre studio, mentre faccio i compiti… In Giappone giro sempre con una bottiglietta di tè. In Italia ho dovuto passare all’acqua perché il tè come lo intendo io qui non c’è.

E l’estathé? 🙂

Ah, quello lo vendono anche in Giappone ma non compro mai: troppo dolce per i miei gusti. Perché, vedi, i giapponesi non zuccherano il tè, tranne l’English tea in cui ci sta pure una nuvola di latte. Ma nell’hōjicha, nel ryokucha o nel mugicha lo zucchero non si mette, punto e basta. Perciò in Italia bevo acqua e sogno i tè freddi giapponesi… e anche i dolci al tè!

Che dolci al tè ti piace cucinare?

Tutti: gelato, biscotti, torte. Adoro stare in cucina.

Quando vedo una ricetta di un dolce che mi ispira e che magari usa il cioccolato normale, lo sostituisco con quello bianco e poi ci metto del matcha. Così diventa un dolce al matcha! Ed è quello che ho fatto qui all’iSchool: Matcha Greenies, ovvero Brownies rivisitati al tè verde.

Yukina

LEGGI ANCHE → Matcha Greenies (ricetta di Yukina Zento)

Matcha Greeenies, la versione giapponese degli American Brownies
Matcha Greenies, la versione giapponese di American Brownies. Grazie a Yukina per tips & tricks.

A proposito del gelato al tè. C’è una gelateria a Tokyo (credo anche a Kyoto) che si chiama Nanaya. Fanno solo 7 gusti di gelato ma tutti al tè verde: da quello più amaro a quello più dolce, dal colore verde scuro al verde chiaro. Se vi capita, fateci un giro!

Cosa ne pensi del tè inglese?

Un po’ di latte nel tè va bene, dopotutto lo mettiamo anche nel Matcha. Mia mamma è una amante del tè inglese al latte, accompagnato con biscotti e torte.

All’inizio del mio soggiorno in Italia trovavo strana l’abitudine italiana di separare il momento del dolce da quello del caffè: voi il caffè lo prendete dopo il dolce, forse a volte prima del dolce, ma mai insieme. In Giappone, invece, vanno sempre in coppia: dolce + bevanda al latte (caffè al latte o tè inglese al latte).

E il caffè italiano, ti piace?

Ogni tanto lo bevo. Ricordo la prima volta che l’ho assaggiato: amaro da paura! non l’avevo zuccherato…

Il primo tè che assaggerai al tuo ritorno a casa?

Se farà tanto caldo, mi rinfrescherò con del mugicha freddo (nel frigo di casa la brocca è sempre pronta). Ma appena atterro sul suolo giapponese, mi compro una bottiglietta di tè verde, il più amaro che c’è! E se nel tragitto verso casa mi capiterà uno Starbucks, mi gusterò un bel bicchiere di Hōjicha Frappuccino 😊

Yukina Zento, intervistata per la rubrica
Yukina Zento.

Grazie dell’intervista e della ricetta, Yukina. Buon rientro!


Alcuni link utili tratti dall’intervista

© RIPRODUZIONE RISERVATA. Per utilizzare i materiali di Prima Infusione è obbligatorio indicare il link attivo al pezzo originale. Se non è indicato diversamente, tutte le foto sono di proprietà ed uso esclusivo di Jurga Po Alessi | primainfusione.com.

5 risposte a "Yukina Zento – I giapponesi non zuccherano il tè. Tranne l’English tea"

  1. Adorabile!

    Qualunque arte, dopotutto, nasce dalla cultura del momento. È bello vedere come anche in Giappone non si rimane cristallizzati ma si prosegue la tradizione che cresce e nel tempo. Certo, non è male continuare a ricordare le cose di un tempo… Ma se non sono più, spesso, una ragione c’è!

    Piace a 1 persona

    1. Sì, è vero. L’incontro con Yukina mi ha fatto bene, è come se mi fossi tolta gli occhiali da nostalgia e avessi visto, per un attimo, quel mondo alla luce naturale. L’effetto ricorda un po il cortometraggio natura glasses, l’hai mai visto?

      Piace a 1 persona

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