Buongiorno, tea friends. Oggi vi invito per una pausa tè con una tealover a me tanto cara, mia amica Vilma. Ex collega in Lituania e soul sister in Italia, lei mi ispira e insegna di prendere la vita con il sorriso, e con quell’aria complice e allegra, tipica delle mamme quando dicono, Guarda l’uccellino! O meglio, Guarda la teiera! 😉

Vi auguro una piacevole lettura.

Tempo fa ho letto una frase che mi è rimasta impressa nella mente: “Quando non sai cosa fare, vai a bere una tazza di tè”Vilma Noreikaitė

Vilma Noreikaitė, intervista per la rubrica 365 Tealovers
Vilma ♡

Parlaci brevemente di te.

Sono una mamma, una moglie, un’imprenditrice (in questo esatto ordine). Quindi, sono soprattutto una mamma, attività che in questo momento considero il mio più grande impegno.

I primi ricordi da tealover

Sei una tealover di lunga data. Che ricordi hai delle tue prime, primissime tazze?

Oh… i tè della mia infanzia, me li ricordo come fosse ieri! Sono stata iniziata a questa bevanda molto presto, forse addirittura all’età che precede i primi ricordi. Sai, nella mia famiglia il tè ha sempre goduto la fama di rimedio per tutti i mali, sarà perché la mamma non ha mai amato i farmaci… (oggi gliene sono grata!)

Ricordo soprattutto gli infusi fatti con la marmellata di lamponi, le tisane al tiglio e alla camomilla. Ancora oggi, mi basta immaginare una tazza fumante per rievocare i profumi deliziosi che emanavano quegli infusi. I quali, tra l’altro, venivano preparati sempre e solo con ingredienti naturali.

Filtri e colini erano per noi roba sconosciuta – foglie, fiori e bacche galleggiavano in piena libertà sulla superficie della tazza!

Quest’abitudine mi è rimasta da allora. Non sono mai passata all’uso delle bustine: metto le foglie di tè direttamente nella tazza, verso dell’acqua calda e via! Per me, bere tè è naturale come bere acqua e lo faccio nella maniera più semplice.

Verso i 18 anni, guidata dalla curiosità, ho scoperto il tè verde ed è stato un amore per sempre.

Il tè in Lituania vs il tè in Italia

I tuoi gusti per il tè sono cambiati da quando sei in Italia? In cosa?

Premetto che bere il tè in Italia non è come berlo in Lituania e lo si vede sin dalla prima mattina: molti italiani iniziano la giornata con il cappuccino, io con una tazza di tè. Prima di trasferirmi in Italia non amavo affatto il caffè ma qui l’ho (ri)scoperto.

Più che cambiare i miei gusti per il tè, la vita italiana ha modificato la mia abitudine di berlo. In Lituania, in ufficio, dopo pranzo mi preparavo una tazza di tè verde, in Italia prendo un caffè. Forse perché il caffè qui è davvero buono, persino quello della macchinetta ha un sapore gradevole. Mentre invece il tè della macchinetta, diciamoci la verità, è proprio cattivo, non lo berrei mai. Le bustine? Come dicevo prima, non mi sono mai piaciute.

Le vecchie abitudini, però, rimangono sempre care al cuore, anzi al palato. Ecco perché nei weekend, quando sono a casa, dopo pranzo prendo un tè verde, non un caffè.

Ma sai che non ci avevo mai riflettuto prima che mi facessi questa domanda?

Mi fa piacere! È proprio questo uno degli obiettivi delle mie tea interviews: favorire riflessioni e rispolverare qualche bel ricordo.;)

Il tè e la moda

Passiamo alla prossima domanda. Oltre ad amare il tè, sei anche una fashionista appassionata. Cosa pensi della moda del tè e dei suoi ultimi trend quali il cheese tea o il bubble tea, che stanno spopolando su Instagram?

Ti confesso di non aver mai sentito parlare né di bubble tea né di cheese tea… Ma sono molto curiosa! Cercherò su Google / Instagram.

Per me, il tè è uno lifestyle, un rito personale, una ricerca dei propri gusti.

Fatico ad immaginare me che comincio a bere un nuovo infuso solo perché è di moda. Sì, lo assaggerei per curiosità (se corrisponde alle norme di un prodotto sano e naturale). Ma per entrare nel repertorio dei miei preferiti, quel prodotto dovrebbe vantare notevoli potenzialità salutari.

Diverso invece è andare in un posto “trendy” per bere una tazza di tè, qui sì che mi vedo. “Trendy” lo dico con le virgolette, perché intendo un ambiente originale, ad esempio una tearoom all’interno di una galleria d’arte, sul tetto di un loft immerso nel verde delle palme; oppure un locale che offre una carta dei tè ricca e ben pensata, sia dal punto di vista di quantità che di qualità, rarità dei tè, ecc. Sono queste le chicche che attirano la gente e rendono i luoghi “trendy”.

E i riti del tè? Possono essere “trendy”?

Credo di sì. Lo diventano quando riescono a reinventare l’uso del tè, riproponendolo in modi insoliti, inaspettati, originali. Per farti un esempio più banale, pensa al gelato al tè. Oppure, immagina un aperitivo fatto interamente a base di tè verde, dalle bevande agli snack. O ancora, il menu di uno chef stellato tutto a base di tè verde!

Bere tè, invece, non ha niente di “trendy”, io lo vedo come uno stile di vita e un esercizio del palato.

Un tè con Prada

Con chi di queste celebrità vorresti prendere una tazza di tè: Banksy, Philippe Starck o Miuccia Prada?

Con Prada. Adoro i suoi insight e i suoi concetti di moda, ha una visione più lungimirante rispetto ad altri grandi designer. Ecco perché la sua arte è sempre ricca di abbinamenti impensati e trovate geniali. Sarei proprio curiosa di scoprire cosa le passa per la testa.

Mui Mui swimsuit, Prêt-à-Portea at the Berkeley hotel, London. Courtesy: The Berkeley
Costumi da bagno Mui Mui, Prêt-à-Portea presso il Berkeley hotel, Londra. Courtesy: The Berkeley

A Londra, una delle mete preferite dai fashionisti amanti del tè sono i boutique hotel, che propongono veri e propri Fashion Afternoon Tea. Ci sei mai stata? Simili pomeriggi potrebbero funzionare anche in Italia, secondo te?

Uffa! Ho saltato Londra per un paio di anni ed ecco che i boutique hotel si dimenticano di invitarmi ai loro tea parties!

Scherzi a parte, credo che in Italia le colazioni o i pomeriggi ispirati al tè possano riscuotere molto successo. Con una condizione, però: bisogna guardare oltre la tazza. Bisogna incorporare nuovi utilizzi del tè, perché la classica degustazione è interessante solo ad uno stretto cerchio di teinomani. Per coinvolgere un pubblico più vasto, meno acculrato e che spesso è amante del caffè, servono diversivi originali e piacevoli.

Se un brand di moda ti chiedesse di creare una miscela di tè, che ingredienti ci metteresti?

Ouch. Improvvisare in cucina non è il mio forte… fammi pensare… ci metterei di sicuro del tè verde, aggiungerei dello zenzero essiccato, delle bucce di lime e una spezia a sorpresa.

Il tuo brand preferito?

I miei preferiti cambiano spesso, ogni 2 o 3 stagioni. Le scoperte più recenti sono N°21 (numeroventuno) e Monse.

La qualità è parte della cultura del tè

Quali sono invece le tue ultime scoperte nel mondo del tè?

La più recente si chiama… il matchaSono particolarmente interessata all’alimentazione sana e alla sua correlazione con le attività del cervello. Il matcha è un superfood che possiede doti sotto entrambi gli aspetti. Mi piace inoltre il modo in cui si prepara, la texture della bevanda e… il fatto che più la bevo più divento “dipendente” dal suo sapore!

LEGGI ANCHE → Matcha: cos’è e, soprattutto, cosa NON è? 

A proposito delle scoperte, tempo fa mi avevi raccontato di una degustazione comparativa di tè e vino*. Che idea meravigliosa, e che bel modo di esplorare le mille sfumature del nostro amato infuso!

Del resto, sei stata proprio tu, Jurga, a suscitare la mia curiosità verso i tè. Mi hai fatto scoprire l’importanza della qualità. Oggi non acquisto un verde qualsiasi, bensì uno che abbia un’origine autentica. Perché dietro la sua coltura c’è sempre la cultura, che voglio assaporare in ogni tazza di infuso.

Grazie mille, le tue parole mi riempiono di gioia!

* Non mi ricordo esattamente di che degustazione si trattava. Ho trovato, però, questo talk per chiunque volesse approfondire l’argomento tea & wine. Tra i conduttori della degustazione, due dei miei idoli, Gary Vaynerchuk e Jessy Jacobs (Samovar Tea Lounge)!

LEGGI QUI → la trascrizione del video ←

Il tuo motto sul tè preferito?

Tempo fa ho letto una frase che mi è rimasta impressa nella mente: “Quando non sai cosa fare, vai a bere una tazza di tè”.

Cosa pensi del ruolo del tea sommelier?

È una professione sicuramente necessaria.

Il tè è un rito e il tea sommelier sa dare un valore aggiunto. Un po’ come uno scrittore, mette gli accenti giusti su ogni tazza.

Un invito ai nostri lettori?

Scoprite il tè, ancora e ancora e ancora.

Cara amica, grazie mille per un’intervista rigenerante e ricca di spunti nuovi!

Alcuni link tratti dall’intervista

Una risposta a "365 tealovers: Vilma Noreikaitė"

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