[ EN text below ↓ ]
[ LT tekstas žemiau ↓ ↓ ]

Long time no see, cari amici del tè. Spero che il nuovo anno sia iniziato nel migliore dei modi per tutti voi! Riapro la rubrica dei 365 Tealovers con un’intervista alla lituana Simona Zavadckytė.
Grande amante della bevanda, ha inseguito la sua passione fino al Giappone, dove da più di 5 anni si impegna a diffondere nel mondo la cultura del tè giapponese. Il suo libro, Japanese Tea: A Comprehensive Guide (2017) ne è un esempio concreto:

“Meeting people from all around the world, who attended my hosted tea tours and events in Japan and abroad, made me realize how much interest there was in Japanese tea and how little information about it was available in English. This book, therefore, is an attempt to provide a comprehensive source of Japanese tea, that explores it from different perspectives: from farming and processing, to different tea types and tea brewing, to history and culture”.

Dalla prefazione del libro.
Simona Zavadckytė, autrice del libro "Japanese Tea: A Comprehensive Guide"
Simona Zavadckytė a Milano, settembre 2018.

365 tealovers: Simona Zavadckytė

Raccontaci brevemente di te.

Mi chiamo Simona. Sono di Šiauliai, Lituania. Dopo aver vissuto in vari Paesi europei, nel 2013 mi sono stabilita in Giappone. Qui vivo e lavoro nel settore del tè.

Perché proprio il Giappone?

Sono arrivata qui con l’obiettivo di conoscere il tè giapponese il meglio possibile. All’università avevo seguito corsi di nippologia ed ero già stata in Giappone nel 2010. La passione per il tè e l’interesse per la cultura giapponese si sono fusi insieme. Nel 2013 ho ricevuto un invito per uno stage presso una piccola tea farm nella prefettura di Kyoto, dove tutt’oggi lavoro.

Da dove origina la tua passione per il tè?

Il tè mi piaceva sin da quando ero bambina. La mamma ha sempre preferito il caffè, il papà invece era più per il tè. A casa si beveva un semplice tè nero in bustine, con miele e limone. Poi mi ero tuffata nel mondo degli aromatizzati, assaggiavo gli infusi arricchiti con pezzetti di frutta e petali di fiori. Finché un giorno ho scoperto i tè puri di alta qualità.

I tuoi preferiti?

Mi piacciono tantissimi tè, potrei scrivere un articolo a parte! Tra quelli giapponesi direi l’hōjicha per il piacevole sapore tostato e l’aroma, e il matcha per il ricco sapore e l’effetto tonificante. Mi piacciono i wulong taiwanesi di alta montagna e i puer stagionati.

In che anni hai scoperto il tè giapponese? 

La prima volta che ho assaggiato un tè giapponese abitavo ancora a Šiauliai. Intorno al 2007-2008, il sencha e il bancha erano già presenti nei menu dei café locali. Ma solo arrivata in Giappone ho scoperto ed ho potuto assaggiare la gamma completa dei tè giapponesi.

Da quando sono qui, è cambiata soprattutto la mia percezione del valore del tè. Il poter vivere in prima persona la produzione del tè mi ha aiutata a capire quanta fatica, dedizione e lavoro ci siano dietro.

Simona

Attualmente stai studiando il cha no yu, uno tra i riti del tè più complessi. Qual è l’aspetto più difficile di questi studi e cosa invece ti ispira di più?

Tanti vedono la cerimonia giapponese del cha no yu come un rito rigido. Io in contrario lo vedo come è una rilassante meditazione. Il cha no yu comprende tanti modi di servire il tè (dipende dagli ospiti, dalla stanza del tè, dalla stagione, ecc.) e ha tante regole. Il momento più difficile è stato ammettere a me stessa che non ci sarà un unico momento in cui saprò tutto alla perfezione. Non ci sarà mai fine. D’altra parte, questo è anche un po’ un sollievo.

LEGGI ANCHE → Who is Who del Cha No Yu: il rito del tè giapponese… in 50 parole!

Hai un motto sul tè che ti piace?

Kissako, un detto giapponese che si traduce come „vai e bevi un po’ di tè“. Non importa chi sei o di cosa ti occupi, il tè è per tutti.

Cosa ti affascina di più del mondo del tè?

Mi affascina soprattutto la coltivazione del tè, un passaggio sconosciuto ai molti, in Europa. Le ore che passi in una tea farm, assaporando la bellezza dei campi di tè perfettamente allineati, sono le migliori.

Copertina del libro Japanese Tea: a Comprehensive Guide di Simona Zavadckyte

Come è nata l’idea di scrivere un libro sul tè giapponese?

Sin dall’arrivo in Giappone volevo apprendere il più possibile sul tè nipponico. C’erano, però, pochissime fonti, soprattutto in inglese.

Pensai, magari ci sono altre persone al mondo che, come me, si interessano al tè giapponese e fanno fatica a trovare fonti consultabili. Vivendo in Giappone potevo accedere a svariate fonti di informazione. Così decisi di scrivere giù quello che sapevo e condividerlo con altri.

Simona

Nell’introduzione ringrazi la città di Wazuka per l’accoglienza. Il tuo libro come è stato accolto?

I giapponesi sono gente amichevole, soprattutto in periferia e nelle zone rurali. Sin dall’inizio, mi hanno accolta nella loro comunità con simpatia. Tuttavia, tanti si stupiscono che una straniera possa conoscere la loro cultura del tè meglio di loro.

Hai dedicato un capitolo al Chakabuki, degustazione dei tè alla cieca. Hai mai partecipato a questa gara?

Sì:) Se qualcuno mi propone qualcosa di nuovo e di interessante legato al tè non dico mai di no. Dopo aver partecipato ad un paio di Chakabuki ho capito che la degustazione professionale, che sia del tè o del vino, è un’ardua sfida anche per gli intenditori.

Per sviluppare il palato ci possono volere anni di allenamento. Ma non mi arrendo e continuo ad esercitarmi.

Simona

Che altri libri consiglieresti agli amanti del tè giapponese?

Tra i miei preferiti ci sono:

  • The True History of Tea (Hoh E. e Mair V. H.) – sulla storia del tè in generale.
  • Making Tea, Making Japan (Surak K.) – sullo sviluppo storico del tè giapponese.

È molto diverso il modo in cui i giapponesi preparano il tè, rispetto agli occidentali?

Il tè in Giappone si beve soprattutto puro, senza l’aggiunta di aromi o dolcificanti. Si dedica maggiore attenzione alla fragranza e al sapore del liquore.

E il tè matcha? I giapponesi ne vanno pazzi come noi?

Qui il matcha è visto più come una bevanda da occasioni speciali. Nella vita di tutti i giorni, lo incontri soprattutto come ingrediente nei dolci e nel gelato.

Parlando del cibo, sul blog di Obubu ho visto tante ricette con il tè. Anche tu lo usi in cucina?

Sì, mi piace sperimentare con il tè e aggiungerlo alle mie ricette. Lo smoothie di frutta al matcha e il matcha latte alla cannella sono tra quelle più semplici. Ma la ricetta che ha riscosso più successo in assoluto è la torta di arance al tè nero giapponese (wakōcha).

Torta al wakōcha, wow! Sono curiosa, aspetterò la ricetta 🙂 Parlami del tè in foglia, sencha. Com’è la sua preparazione quotidiana, “casalinga”: servono utensili particolari?

Nella vita di tutti i giorni il tè si fa in maniera molto più semplice rispetto alla preparazione cerimoniale. Spesso si usano teiere kyusu e tazzine piccolissime, insolite per l’occhio occidentale. Peccato che l’abitudine di fare il tè a casa stia pian piano morendo: sempre più gente sceglie la comodità del tè in bottigliette.

Negli ultimi anni sei stata in Italia diverse volte. Che cambiamenti noti nel mondo italiano del tè?

Visitare l’Italia e altri Paesi dell’Europa è sempre emozionante, così come lo è vedere crescere l’interesse per il tè. Se nel 2013-2014 erano pochi coloro che conoscevano le varietà del tè giapponese e chiedevano il tè in bustina, oggi molti sono già a conoscenza del sapore del matcha o del sencha.

Un consiglio ai nostri lettori?

C’è questa tendenza nel mondo del tè di dare consigli su cosa e come fare. L’importante, secondo me, è sperimentare e trovare il proprio tè preferito o il metodo di preparazione preferito. Vi auguro una buona degustazione!

Grazie per un’intervista ricca di contenuti e ispirazioni. Buona fortuna per i tuoi progetti!

P. S. Ti manca la Lituania?

E come si fa a non sentirne la mancanza:) Mancano soprattutto le persone: la famiglia, gli amici. Per fortuna viviamo nell’epoca dell’internet quando non importa la distanza, puoi connetterti con facilità. Ma nessuna tecnologia potrà mai sostituire un incontro dal vivo. Ecco perché ogni tanto ci torno. E faccio il pieno di cepelinai*, ha ha.

* Uno dei piatti nazionali della Lituania, i cepelinai sono degli gnocchi enormi ripieni di carne trita o ricotta, vengono serviti con panna acida e crostini di pancetta. Somigliano ai dirigibili Zeppelin, da qui il nome [nota di Jurga]. 


Simona Zavadckytė: From Lithuania to Japan to learn more about tea

Tell us shortly about yourself.

My name is Simona. I’m from Šiauliai in Lithuania. After leaving my homeland I had a chance to live in several European countries, until I finally got to Japan. I have been living in Japan since 2013 and working with Japanese tea.

Why Japan?

I went to Japan with the aim to learn more about Japanese tea. I had Japanese studies at the university and had already had a chance to visit Japan in 2010. As my love for tea and my interest in Japanese culture overlapped, in 2013 I was able to get an internship at a small tea farm in Kyoto prefecture, where I still work today.

Where does your tea passion stem from?

I’ve loved tea from the childhood days. My mom was more a coffee drinker, my dad was more into tea. At home we used to have tea in a simple way: black tea from teabags with honey and lemon. Later I was trying all the fascinating teas with fruit pieces and flower petals, until I discovered higher grade pure teas.

Your favourites?

I love so many teas, you could write an article about it. Among Japanese teas I would mention hōjicha for its pleasant roasted flavour and aroma; as well as matcha for its rich taste and energizing effect. I also love Taiwanese high mountain wulongs as well as aged puers.

Were you familiar with Japanese tea while living in Lithuania? How did moving to Japan change your view on tea?

The very first time I tried Japanese tea was in Šiauliai, Lithuania. Back then, around 2007-2008, you could already find some sencha or bancha in local cafes. But only after I made it to Japan, I could experience the full range of teas it had to offer.

Being in Japan, the understanding of the tea value has changed the most. That is because I got so see and learn how much effort and dedication went into making it.

Simona
Matcha Workshop a Milano organizzato da Obubu Tea Farms e Protea Academy, settembre 2018
Matcha workshop in Milan, September 2018.

Currently you are studying Cha no yu, the most complex among tea rituals. What’s the hardest moment of it and what’s the most inspiring?

Many see Cha no yu as a rigid ritual. For me it is actually a relaxing meditation. Cha no yu has many ways of serving tea (depending on the guests, the tea room, the season, etc.) and many rules. It was hard to accept that there will be no point in time, when you can say you know everything perfectly, that once started there will be no end for the study of Cha no yu. On the other hand, though, it is also a relief in a way.

Do you have a tea motto that you love?

Kissako – a Japanese saying that translates as ‘Go and drink tea’. It doesn’t matter who you are or what you do, tea is open to everyone.

The aspect you love most in the world of tea?

The most fascinating to me is tea cultivation, that so many people in Europe are unfamiliar with. The hours you can spend on the tea farm surrounded by a breathtakingly beautiful tea scenery, are the best.

How did you come up with the idea to write a book about Japanese teas?

When I came to Japan I wanted to learn about Japanese tea as much as possible. However, there were not many sources for it, especially in English.

Being in Japan it got me thinking, maybe there are more people, who are interested in Japanese tea, and are struggling to find sources. Since being in Japan I had access to various experiences and information sources, I set out for myself to write down what I know and share it with everyone else.

Simona

In the introduction, you thank the city of Wazuka for a warm welcome. What about your book, how did the Japanese accept it?

People in Japan are nice, especially in smaller towns and countryside areas. They were really welcoming to me from the beginning. However, many get surprised that a foreigner might know more about their tea culture than they know themselves.

One of the chapters deals with Chakabuki, a blind tea tasting game. Have you ever participated?

Yes, I have:) If someone suggests me to try something new and interesting related to tea, I never say no. After participating in Chakabuki a few times I realized that professional tea tasting, much as professional wine tasting, is a hard task even for tea specialists.

It can take many years to develop a taste and aroma palette. But I don’t give up and keep practicing.

Simona

Any other literature you’d recommend to Japanese tea lovers?

Among my favourite books I can recommend:

  • The True History of Tea (Hoh E. and Mair V. H.) – about tea history in general.
  • Making Tea, Making Japan (Surak K.) – about the historic development of Japanese tea.

Do Japanese make tea very differently from their Western counterparts?

In Japan tea is usually consumed pure with no added flavours or sweeteners. Japanese people also pay lots of attention to tea flavour and aroma.

How about matcha? Is it driving same craze as here in the West?

In Japan matcha is seen more as a drink for special occasions. In everyday life, you can meet matcha here as an ingredient in various sweets and ice-cream.

Talking about food, I’ve found plenty of tea-inspired recipes on the Obubu blog. Do you also use tea in the kitchen?

Yes, I like to experiment with tea and add it to various recipes. Among the simple ones would be fruit smoothie with matcha or cinnamon-spiced matcha latte. Probably the most successful recipe so far is Japanese black tea (wakōcha) orange cake.

Wakōcha and orange cake, wow! You got my curiosity up, now I’ll be waiting for the recipe 🙂 Tell me about the leaf tea, sencha. Does its preparation in Japanese everyday life require special utensils or ceremonies?

In everyday life tea preparation of course is much simpler than during a tea ceremony. Traditionally Japanese people would use a Japanese teapot, kyusu, as well as small tea cups, unusual for a Western eye, to make their tea. Sadly, tea preparation at home is becoming a rare phenomenon, as more and more people are choosing the convenience of the bottled tea.

For the past few years, you’ve been to Italy several times. Do you notice changes in Italian approach to tea?

It is always exciting to go to Italy and other European countries and see a growing interest in tea. At the beginning (in 2013, 2014) when we went to Europe, only a few knew different kinds of Japanese tea and many asked for tea in teabags. These days many have already tried matcha or sencha before even meeting us.

Anything you’d like to wish our readers?

Many people in the tea world will be eager to give their suggestions on what to do and how to go about it. With tea it is best to experiment and discover yourself the tea you like the most or the preparation method that works the best. Happy sipping!

Thank you for a rich and inspiring interview, Simona. Wish you best of luck!

PS. Do you miss Lithuania?

How can you not miss it:) What I miss the most is people: my family and friends. We are lucky to live in the age of the internet, when it doesn’t matter how close or far, it is easy to connect. But of course, nothing can replace meeting in person. So I go back now and then. And can enjoy cepelinai* to the fullest, haha.

* One of Lithuania’s national dishes, cepelinai are huge potato dumplings filled with meat or curd and served with sour cream and bacon crumbles. Their shape resembles Zeppelin dirigibles, hence the name [Jurga’s note]. 


Pokalbis su Simona Zavadckyte: iš Lietuvos į Japoniją pažinti arbatų

Papasakok trumpai apie save.

Esu Simona, iš Šiaulių. Iš Lietuvos vėjai mėtė mane po Europos šalis, kol galiausiai atpūtė iki Japonijos. Čia gyvenu nuo 2013-ųjų ir dirbu su japoniška arbata.

Kodėl būtent Japonija?

Čia vykau su vieninteliu tikslu – išmokti daugiau apie japonišką arbatą. Universitete teko studijuoti japonologiją ir jau buvo tekę lankytis Japonijoje 2010-aisiais. Pomėgis arbatai ir susidomėjimas japonų kultūra susiliejo į viena ir 2013 metais pavyko gauti praktiką mažoje arbatos gamintojų įmonėje Kioto regione, kur dirbu iki šiol.

Aistra arbatai – iš vaikystės?

Arbatą mėgau nuo mažų dienų. Mama buvo daugiau kavos mėgėja, tėtis – labiau linkęs į arbatą. Namuose gėrėm paprastai: juoda arbata iš pakelių su medumi ir citrina. Vėliau atsirado visos įmantrios arbatos su vaisių gabaliukais ar gėlių žiedlapiais, kol galiausiai skonis išsivystė grynoms aukštesnės kokybės arbatoms.

Tavo mėgstamiausios?

Mėgstamų arbatų yra labai daug! Būtu galima atskirą straipsnį parašyti. Tarp japoniškų išskirčiau hōjichą, dėl labai malonaus kepinto skonio ir aromato; taip pat matchą dėl intensyvaus skonio ir energetinio poveikio. Mėgstu ir Taivano aukštųjų kalnų ulongus bei subrandintus puerus.

Ar japoniškas arbatas atradai dar gyvendama Lietuvoje? Kaip keitėsi tavo požiūris atsikėlus gyventi į Japoniją?

Pirmą kartą japoniškos arbatos paragavau dar Šiauliuose. Apie 2007, 2008-uosius metus jau buvo galima vietinėse kavinukėse rasti senchos ar banchos. Tačiau tik atvykus į Japoniją atsiskleidė visa arbatų įvairovė.

Bet labiausiai požiūris pasikeitė į arbatos vertę, kai pavyko artimiau susipažinti su arbatos gamyba ir suvokti, kiek jėgų bei darbo yra į tai įdedama.

Simona
Matcha Workshop a Milano organizzato da Obubu Tea Farms e Protea Academy, settembre 2018
Matchos dirbtuvės Milane, 2018 m. rugsėjis. Jurgos nuotr.

Studijuoji Cha no yu – vieną iš sudėtingiausių arbatos ritualų. Kas sunkiausia ir kas labiausiai įkvepia šiose studijose?

Daugelis mato japonų arbatos ceremoniją cha no yu kaip griežtą ritualą. O man tai yra atpalaiduojanti meditacija. Cha No Yu turi daug įvairių būdų, kaip patiekti arbatą (priklausomai nuo susirinkusių svečių, arbatos kambario, metų laiko ir t.t.), ir daug taisyklių. Sunkiausia buvo pripažinti, kad nebus vieno momento, kai viską žinosiu idealiai, kad nebus studijų pabaigos. Bet iš kitos pusės tai kažkaip ir išlaisvina.

Ar turi mėgstamą posakį apie arbatą?

Kissako – japoniškas posakis, išvertus lietuviškai būtų „eik ir gerk arbatą“. Nesvarbu, kas tu esi ir kuo tu užsiimi, arbata atvira visiems.

Kas arbatos pasaulyje tave žavi labiausiai?

Labiausiai – arbatos auginimas, kuris daugeliui europiečių yra visai nežinomas reiškinys. Valandos, praleistos arbatos ūkyje geriant neišpasakytai gražų lygiai suliniuotų arbatos laukų peizažą, yra pačios maloniausios.

Kas paskatino rašyti knygą apie japoniškas arbatas?

Jau iš pradžių atvykus į Japoniją kiek įmanoma daugiau pati norėjau išmokti apie japonišką arbatą. Tačiau šaltinių buvo labai reta, ypač anglų kalba.

Būnant Japonijoje kilo mintis, kad gal yra ir daugiau tokių, kurie domisi japoniška arbata, bet neranda tinkamų šaltinių, o aš juk čia gyvendama turiu prieigą prie įvairios informacijos. Taip ir kilo mintis užrašyti, ką žinau, ir pasidalyti su kitais.

Simona

Pratarmėje dėkoji Wazukos miestui už svetingumą. O kaip japonai sutiko tavo knygą?

Japonai šiaip gana draugiški žmonės, ypač mažesniuose miesteliuose ir kaimiškose vietovėse. Jau nuo pradžių priėmė jie mane tikrai šiltai, tik daugelis nustemba, kad galbūt žinau apie jų arbatos kultūrą daugiau nei jie patys.

Knygoje pasakoji apie Chakabuki – aklo arbatos ragavimo varžybas. Ar yra tekę jose dalyvauti?

Yra:) Jei tik kas pasiūlo ką naujo ir įdomaus, susijusio su arbata, niekada neatsisakau pabandyti. Kelis kartus pabandžius aklai ragauti ir nuspėti, kokia tai arbata, supratau, kad profesionalus arbatos degustavimas, kaip ir profesionalus vyno degustavimas, yra nelengva užduotis net ir arbatos specialistams.

Skonių ir aromatų paletės vystymasis gali užtrukti metų metus. Bet rankų nenuleidžiu ir praktikuojuosi toliau.

Simona

Kokią dar literatūrą rekomenduotum japoniškos arbatos mėgėjams?

Tarp mėgstamų knygų galėčiau patarti

  • The True History of Tea (Hoh E. and Mair V. H.) – apie arbatos istoriją apskritai.
  • Making Tea, Making Japan (Surak K.) – apie japoniškos arbatos istorinį vystymąsi.

Ar japonai, palyginti su vakariečiais, labai skirtingai ruošia arbatas?

Japonijoje arbatos daugiausia yra geriamos grynos, be jokių pridėtinių skonių ar saldiklių. Japonai taip pat skiria daugiau dėmesio mėgavimuisi arbatos aromatu ir skoniu.

O kaip matcha – ar ten dėl jos irgi taip einama iš proto kaip čia, Vakaruose?

Japonijoje matcha matoma daugiau kaip specialių progų gėrimas. Kasdieniame gyvenime matcha galima sutikti kaip ingredientą įvairiuose saldumynuose ir leduose.

Prakalbom apie valgius: Obubu tinklaraštyje yra nemažai receptų su arbata. Gal ir pati naudoji ją virtuvėje?

Taip, ir aš mėgstu eksperimentuoti su arbata ir dėti jos į įvairius receptus: tarp paprastesnių būtų vaisinis glotnutis su matcha ir cinamoninė matcha latte. Turbūt pats sėkmingiausias receptais – japoniškos juodosios arbatos (wakōcha) ir apelsinų pyragas.

Pyragas su wakōcha! Sudominai, lauksiu recepto 🙂 Pakalbam apie lapelių arbatą, senchą. Ar jos ruošimas japonų kasdienybėje irgi yra lydimas ceremonijų ir reikalauja specialių indų?

Kasdieniame gyvenime arbatos ruošimas, aišku, daug paprastesnis nei arbatų ceremonijos. Tradiciškai galima sutikti japoniškus arbatinukus kyusu bei užsieniečių akiai neįprastai mažus arbatos puodelius. Liūdna, tačiau arbatos ruošimas kasdienybėje darosi retėjantis reiškinys – šiais laikais daugelis renkasi buteliukuose supilstytos arbatos patogumą.

Jau ne pirmus metus lankaisi Italijoje. Kaip tavo akimis keičiasi (jeigu keičiasi) italų santykis su arbata?

Visada smagu atvykti į Italiją ir kitas Europos šalis, ir matyti augantį susidomėjimą arbata. Pirmaisiais metais (2013–2014) nedaugelis žinojo, kad esama skirtingų japoniškos arbatos rūšių, prašydavo arbatos iš pakelių. O dabar dauguma jau yra ragavę matchos ar senchos.

Ko palinkėtum mūsų skaitytojams?

Daugelis arbatos pasaulyje pasiruošę duoti patarimus, ką ir kaip daryti. Svarbiausia, manau, eksperimentuoti ir atrasti savo mėgstamą arbatą ar gaminimo būdą patiems. Smagaus ragavimo!

Ačiū už turiningą ir įkvepiantį pokalbį, Simona. Kuo didžiausios sėkmės tau!

PS. Ar pasiilgsti Lietuvos? 

Kaip nepasiilgsi:) Labiausiai ilgu žmonių: šeimos, draugų. Gerai, kad gyvenam interneto laikais, kai nesvarbu, kaip toli ar arti, galima lengvai susisiekti. Bet, aišku, niekas nepakeis susitikimo gyvai. Tad reikia kartas nuo karto grįžti. Ir pavalgyti cepelinų už visus metus, cha cha.

© RIPRODUZIONE RISERVATA. Se non è indicato diversamente, tutte le foto in questa pagina sono di proprietà ed uso esclusivo di Jurga Po Alessi | primainfusione.com.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.