Bere un tè a Tokyo (via Five O’ Clock Tea)

“Oggi facciamo un viaggio a Tokyo con una persona speciale. Attraverso i social ho conosciuto, infatti, Elisa Da Rin Puppel, appassionata di tè e fondatrice de Il Bollitore, che da quattro anni vive in Giappone e, più precisamente, nella sua capitale. Prima di partire per il Sol Levante, Elisa ha lavorato a Milano per note case di tè internazionali. Oggi si occupa di tutt’altro settore ma l’amore per questa bevanda è rimasto. Così ne ho approfittato per chiederle qualche consiglio e scoprire tante curiosità sulle tendenze giapponesi.”
– Five O’ Clock Tea

Visiting a tea farm in Kagoshima, Japan (via The Tea Squirrel)

“Four years ago, Elisa Da Rin Puppel moved to Tokyo, Japan. The Italian tea enthusiast and blogger (Il Bollitore) has an academic background in Japanese art with a focus on ceramics but her passion for tea blossomed later on. “I acquired a deep knowledge of Japanese pottery but I knew almost nothing about what was served in those beautiful vessels,” she admits.”
– The Tea Squirrel

Adorable Sea Creature Teabags Bring Underwater Joy to Teatime (via Spoon & Tamago)

“After numerous trial-and-errors, fund raising campaigns and patents, Ocean Teabag now carries a healthy collection of adorable sea and water creature teabags that are specific to each creature. The squid teabag comes with two strings, paying homage to the fact that squid often swim in groups. Inside is a dark Pu’er tea that mimics the dark ink that squid emit.” 

L’esempio più lampante è il cucchiaino da tè. Nacque quando gli inglesi cominciarono ad aggiungere il latte al tè nella seconda metà del diciassettesimo secolo, e serviva a mescolare il latte, lo zucchero e il tè nella tazza. Era una posata da ricchi, ben distinta dalle stoviglie ordinarie. A prima vista sembra curioso che sia passato dall’atmosfera rarefatta dei tavolini dei nobili inglesi ai cassetti delle cucine di tutto il mondo. Gli utensili della cerimonia del tè giapponese – il mestolo e il frullino di bambù – non hanno avuto lo stesso successo, e nemmeno il resto dell’armamentario inglese, come le mollette per lo zucchero e i colini, che sono tuttora prerogativa delle persone (sempre meno numerose, a dire il vero) che amano fare una pausa per gustare un tè pomeridiano in una tazza di porcellana, con tanto di scones e di panna. Oggi si incontra raramente qualcuno abbastanza raffinato da usare le mollette, anche perché le zollette stesse sono passate di moda. I cucchiaini da tè, invece, si trovano ovunque.

Bee Wilson, In punta di forchetta – Storie di invenzione in cucina (2013)