L’esempio più lampante è il cucchiaino da tè. Nacque quando gli inglesi cominciarono ad aggiungere il latte al tè nella seconda metà del diciassettesimo secolo, e serviva a mescolare il latte, lo zucchero e il tè nella tazza. Era una posata da ricchi, ben distinta dalle stoviglie ordinarie. A prima vista sembra curioso che sia passato dall’atmosfera rarefatta dei tavolini dei nobili inglesi ai cassetti delle cucine di tutto il mondo. Gli utensili della cerimonia del tè giapponese – il mestolo e il frullino di bambù – non hanno avuto lo stesso successo, e nemmeno il resto dell’armamentario inglese, come le mollette per lo zucchero e i colini, che sono tuttora prerogativa delle persone (sempre meno numerose, a dire il vero) che amano fare una pausa per gustare un tè pomeridiano in una tazza di porcellana, con tanto di scones e di panna. Oggi si incontra raramente qualcuno abbastanza raffinato da usare le mollette, anche perché le zollette stesse sono passate di moda. I cucchiaini da tè, invece, si trovano ovunque.

Bee Wilson, In punta di forchetta – Storie di invenzione in cucina (2013)

A gift of “immortal buds” sent from an old friend
“first spring picking from the Ekkei fields,” he said.
Opening the packet, color and fragrance filled the room,
Proud banners and lances of outstanding quality.
Clear water dipped at the banks of the Kamo
Well boiled on the stove, just right for new tea.
The first sip revealed an incomparable taste,
Purifying sweetness refreshing to the soul.
No need waisting time on butterfly dreams
Rising up, utterly cleansed, beyond the world,
I smile, there’s not one word in my dried-up gut,
Just the wondrous meaning beyond all doctrine.
I’ve been poor so long, pinched with hunger,
Now a kind gift to soothe my parched throat,
Dewdrops so sweet they put manna to shame –
A fresh breeze rises round me, lifting me upward.
It doesn’t take seven cups like Master Lu says
My guests get old Chao-chou’s one cup tea;
And whoever can grasp the taste in that cup
Whether stranger or friend, knows my true mind.
Sake fuels the vital spirits, works like courage,
Tea works benevolently, purifying the soul.
Courageous feats that put the world in your debt
Couldn’t match the benefit benevolence brings.
A tea unsurpassed for color, flavor, and scent,
Attributes that Buddhists refer to as “dusts,”
But only through them is the true taste known,
They are the Dharma body, primal suchness.

Fonte: The Old Tea Seller: Life and Zen Poetry in 18th Century Kyoto di Baisao (2009).

Il nuovo nero sarà il nero giapponese? (tratto da un articolo apparso su ‘Fogli di tè’)

Breve passato del tè wakōcha e premesse per un lungo futuro Pubblicato sulla rivista italiana “Fogli di tè”, n. 5 di ottobre 2018, autrice Jurga Po Alessi Il tè nero giapponese è come il cigno nero australiano: esiste, sebbene per molto tempo si credesse il contrario. Sarà perché non ama parlare del proprio passato, e […]

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The Japanese words for “space” could change your view of the world (via Quartz)

“Similarly, Japanese spaces tend to focus on structuring interactions, contingency, and connections to other people and to society. For example, traditional tea houses have doors that are narrow and low. This forces guests to lower their head and, historically, for samurai to leave their swords outside by the door. The doors serve to remind entrants of their relationship to the host (their lowered head) and to the broader culture (where weapons are not appropriate). In this way, they build spaces as extensions of culture and values, rather than  as places where culture happens.”

Capire al volo la giusta temperatura dell’acqua per il tè

Il famoso metodo a vista proposto da Lu Yu e praticato per secoli dai letterati cinesi è tutt’oggi una valida alternativa ai sofisticati termometri e ai bollitori di ultima generazione. Ma… c’è un ma e si chiama ‘terminologia’, ovvero tutti quegli occhi di pesce, di gamberetto, di granchio… Voi quanti secondi ci mettete a capire la differenza? Io, a volte, ci rifletto minuti interi :DD

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If the tea bush were a Christmas tree, pickers would only take leaves from the bough where the star is placed, the very tip, and perhaps a few of the branches with ornaments on them.  Sarah Rose “For all the tea in China: Espionage, empire and the secret formula for the world’s favourite drink”

Tea is an addiction, but an addiction different from all others. It is milder, a habit relatively easily broken. It is more universal. Most unusually, it is good for the addict. And it is largely unnoticed both to those addicted and others. Indeed, the conquest of the world by tea has been so successfull that we have forgotten that it has happened at all. Tea has become like water or air, something that many of us take for granted. Alan Macfarlane, “The empire of tea”

Un nome, mille culture: viaggio nelle stanze del tè in giro per il mondo (via repubblica.it)

“Un pellegrinaggio, quello lungo le strade di questa bevanda, che Catherine Bourzat e Laurence Mouton, giornaliste autrici di Viaggio alle Sorgenti del tè (Guido Tommasi editore, 519 pp, 35 euro), hanno portato avanti per ben tre anni, provando a raccontare, in un libro-reportage, tutto ciò che c’è da sapere sulla “seconda bevanda più consumata dopo l’acqua”, comune eppure “un prodotto mitico” che “resiste inesorabilmente al tentativo di definizione”.”

Fogli di tè: il numero 5 parla dei Wakōcha!

Ciao tealovers, è uscito il nuovo numero (Ottobre 2018) della rivista italiana Fogli di tè, interamente dedicato ai wakōcha, tè neri giapponesi . In primo piano: Il nuovo nero sarà il nero giapponese? Breve passato del tè wakōcha e premesse per un lungo futuro – Il mondo del wakōcha. Origine, coltivazione e caratteristiche della cultivar indiana – Le dolci […]

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Matcha: cos’è e, soprattutto, cosa NON è?

Il matcha giapponese è come una sposa che il giorno del sì indossa qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato e qualcosa di verde. Quello non giapponese invece, che per maggiore chiarezza qui chiamerò tè verde in polvere, è anch’esso una sposa carina. Porta con sé un mix di lucky charm apparentemente simile a quello del matcha ma, ad uno sguardo più attento, si scorgono le differenze. Vediamole insieme.

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Tokyo: The 10 Essential Places for Tea (via American Specialty Tea Alliance)

“Let’s be honest, writing a list like this for Tokyo is like trying to pick the best taco stand in Mexico City. It’s freaking impossible. There are hundreds of choices and inevitably you’re going to piss someone off. But we had to start somewhere! I found ten places in Tokyo that are worthy of a tea connoisseur’s attention. These aren’t the traditional ceremonies, nor are they run-of-the-mill tea shops. There’s something special in each of these locations; tea worth discovering.” Jordan G. Hardin

Habitual tea drinkers begin to feel restless if they do not get their cup at the usual time. In my opinion, the usefulness of tea, if any, consists in the fact that it supplies a warm sweet drink which contains some milk. The same purpose may well be served by taking boiled hot water mixed with a little milk and sugar. Mahatma Gandhi in “A Key to Health”

Chagusaba: i segreti e i vantaggi dell’antica amicizia tra tè ed erbe (Shizuoka, Giappone)

Ultimamente i tè giapponesi non fanno che alimentare la mia curiosità da tea nerd. Qualche mese fa, sorseggiando il Supernatural Black, tè nero detto wakoucha avevo scoperto l’esistenza dell’agricoltura naturale di Masanobu Fukuoka. Ed ora mentre bevo un verde fukamushi sencha ecco che mi imbatto in una nuova teascovery. Si chiama Chagusaba, ed è una secolare tecnica […]

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