Elisa Da Rin Puppel, teablogger per Il Bollitore. Foto di Jurga Po Alessi.

Interview with the tealover: Elisa Da Rin Puppel

“Bevete, bevete, bevete! In ogni angolo di mondo voi siate, qualsiasi tipo e forma di tè vi venga proposta… anche se non di buona qualità, anche se mescolato con altre bevande, anche se utilizzato come ingrediente per alcune pietanze…”

Sono felice e onorata di aprire questa rubrica con Elisa Da Rin Puppel che oltre ad essere una tealover dall’entusiasmo contagioso e una tea blogger e tea sommelier (sebbene senza titolo formale) dalle competenze poliedriche, è anche una grande amica. Elisa segue questo blog sin dal suo primo giorno, come una fata madrina.

Buon viaggio, dunque, in questa nuova avventura in cerca di ricordi, racconti e sorprese dalle soffitte immaginarie dei tealover.


L’intervista

Raccontaci brevemente di te: chi sei e cosa fai nella vita.

Mi chiamo Elisa, ho 30 anni (anche se mi piace definirmi una “forever21-girl”). Sono nata in un piccolo paesino delle Dolomiti e, seguendo una sorta di mappa di coincidenze e segni, da due anni lavoro nell’ufficio marketing per una famosa multinazionale di occhiali a Tokyo. Cosa c’entra tutto questo con il tè? Beh, il Giappone non è forse l’emblema del tè verde? Scherzo ovviamente, la mia passione per il tè è iniziata molto prima del mio trasloco nel Paese del Sol Levante.

Paradossalmente penso sia stata proprio Milano – della quale sono profondamente innamorata – la città dove i segni riguardanti al mondo del tè si sono fatti sempre più concreti e visibili!

Da quando sei nel club dei tealovers? C’è stato un evento o un incontro particolare che ti ci ha portata?

L’evento che mi ha catapultata nel magico mondo del tè è stato proprio l’incontro con l’autrice di queste domande, Jurga, la quale mi ha fatto conoscere i preziosi tè di Arte del Ricevere (boutique in via Melloni 35, Milano). Ricordo ancora quella giornata, prima di recarci allo store Jurga mi chiese: “Quanti colori di tè conosci? Pensi ci sia una pianta differente per ogni colore?” Questa domanda-trabocchetto –  alla quale ho risposto sbagliando clamorosamente affermando che esiste una diversa pianta per il tè verde, nero e così via – mi ha fatto scoprire l’universo teino. Con una dolce risata Jurga mi disse: “No chan, (lei mi chiama affettuosamente così) esiste solo una preziosa pianta che da origine a tutti i tè che beviamo, si chiama Camelia Sinensis”. E queste parole risuonano tutt’ora come una formula magica: la sola ed una chiave di accesso al fantastico mondo del tè.

Sei anche una tea blogger e il sottotitolo del tuo blog recita: Il Bollitore is a blog about the TEA and “Not Only About Tea”.  Raccontaci di cosa si tratta.

Che domanda difficile! Complicata come definire la mia personalità. Il Bollitore, fondato 3 anni fa su Tumblr, è infatti un blog eclettico e multi-topic… proprio come me! Per quanto mi riguarda, è da una vita intera che provo a concentrarmi solo su una cosa, come ad esempio studiare solo giapponese o aprire un blog che parli esclusivamente di tè e focalizzarmi su quello… ma non ce la faccio! Io sono così: se mi piace una cosa mi ci appassiono in modo ossessivo e studio tutto lo scibile che posso a riguardo, nella ricerca però, inevitabilmente, scopro svariati argomenti affini o correlati.

Nel caso del mio blog spesso associo il tè al cibo, proponendo delle ricette con il tè, ai libri, alla poesia, e, perché no, alla musica, sempre presente nei miei tea-time! Quindi non posso proprio dire che Il Bollitore sia un blog specializzato in tè… ma posso sicuramente affermare che il tè sia la sua fonte di ispirazione. Tutto il resto viene da sé in una sorta di atto creativo ed impulsivo.

Elisa Da Rin Puppel, tea sommelier e tea blogger per il Bollitore. Foto di Jurga Po Alessi.
Elisa Da Rin Puppel, tea sommelier e tea blogger per il Bollitore. Foto di Jurga Po Alessi.

Ricordi il tuo primo tè? E l’ultimo, a quanti giorni (ore) fa risale?

Il primo vero tè di cui ho memoria è abbastanza recente e l’ho degustato da Fortnum & Mason a Londra, proprio nella rinomata tea room a Picadilly! All’epoca, nel 2011, vivevo a Londra e frequentavo la SOAS University, con sede in Russel Square, a 5 minuti a piedi dalla tea room. Un pomeriggio io ed una mia compagna di corso abbiamo deciso di concederci un bel tea-time in perfetto stile British, e mi ricordo di aver scelto di degustare un particolare tè oolong dedicato all’anniversario della Regina al trono. Il sapore è sicuramente svanito dalla mia memoria, quello che è rimasto vivido, però, è il ricordo di ogni dettaglio: la teiera in stile marocchino con le foglie di oolong libere all’interno e poi filtrate tramite un prezioso “passino con appoggio” in argento, le tazze, e perfino i tovaglioli ricamati… Insomma un tea-time da Regina! Prima di questa golosità rimembro solo pessimi intrugli in polvere in bustine comprate al supermercato e stoccate nella dispensa di casa in caso di febbre, nausea e raffreddore. Mio malgrado, in termini di passione teina, vengo da una famiglia – molto italiana – che ha sempre considerato il tè come un rimedio anti-influenzale, da prendere rigorosamente con limone e solo in caso di malessere.

Non potete immaginare la soddisfazione che ho avuto negli anni nell’esser riuscita a rimediare a tale lacuna e far apprezzare il tè (vero) anche a mamma e papà.

L’ultimo tè, invece, è ancora fresco fresco nel mio palato: si tratta di un chai tea in foglie (il Kusmi Kashmir Tchai, per essere precisi e, perché no, svelare che anche i tealover hanno i propri brand ai quali non possono rinunciare!) che è in assoluto il mio preferito da preparare a litri durante il periodo estivo e far raffreddare. Ne ho sempre almeno una caraffa pronta in frigo, in casa è il sostituto dell’acqua nei mesi caldi o una golosità con latte e miele in quelli freddi.

I tuoi top #5 infusi di tutti i tempi?

I miei top 5 sono:

  1. Jade Oolong (Taiwan)
  2. Milky Oolong (in purezza, non artificialmente aromatizzato, se possibile)
  3. Gyokuro giapponese (prediligo quello proveniente da Kyoto)
  4. Chai tea (se mi voglio viziare scelgo assolutamente il Kashmir Tchai by Kusmi, come suddetto, ma anche le varianti by Dean & Deluca o Anichaï by Dammann Frères mi piacciono molto. Certo, il top è trovare il tempo, e tutte le spezie, per preparalo in casa su una buona base di Assam nero indiano, ma per questo aspetto le lunghe domeniche d’inverno!)
  5. Shincha giapponese, nuovo e fresco ogni anno. Il miglior raccolto che ho mai provato appartiene all’annata 2016. L’ho degustato in aprile, cioè proprio appena raccolto, proveniente da Kagoshima, la penisola all’estremo sud del Giappone.
Shincha 2017 da Shizuoka.
Questo Shincha 2017, originario della prefettura di Shizuoka – e con tanto di proverbio in dialetto (ringrazio Elisa per la gentile traduzione dal giapponese all’inglese), – è una delle tante chicche che solo Elisa sa scovare. Il proverbio recita: “It doesn’t matter I wasn’t born beautiful. I don’t mind not being smart of skillful. What I want to be is a person who can say thank you and I am sorry honestly.”

E i top #5 luoghi per il tea-time?

I miei 5 luoghi preferiti per il tea-time li conosco a memoria e ci torno ogni volta che posso (a parte il n. 1 che è una chicca extra lusso che mi son concessa solo una volta con la mia best-tealover-friend Alessandra Rovetta):

  1. Palazzo Parigi (Corso di Porta Nuova 1, Milano)
  2. Di Viole Di Liquirizia (via Madonnina 10, zona Brera, Milano)
  3. Fortnum & Mason tea room (181 Picadilly, London)
  4. Cha-no-ma tea room (Omotesando, Tokyo)
  5. Il mio piccolo appartamento a Tokyo o, come sono solita chiamarlo, Piro Piro Island, cioè la mia piccola isola dove il bollitore borbotta 24 h e vari tipi di tè vengono infusi notte e giorno, caldi e freddi.

Il tè più esotico che tu abbia mai provato?

La parola “esotico” mi fa venire in mente posti lontani e scenari inaspettati. Il posto più remoto dove ho viaggiato, a parte il Giappone dove attualmente vivo, è stato il Sud Africa. Non so se possiamo considerarlo effettivamente “tè” in senso proprio, poiché non deriva dalla Camelia Sinensis, ma per me il Rooibos in purezza, altrimenti detto tè rosso, è l’infuso più esotico e particolare che abbia mai assaggiato. Anche in questo caso, se posso consigliare un brand, vi suggerisco spassionatamente Carmien Tea, ho visitato la loro farm mentre mi trovavo lì e devo dire che il loro Rooibos è assolutamente di qualità!

Tra i libri sul tè che hai letto, quali sono state le letture più illuminanti? Segui delle riviste, online mag?

Il primo, vero, libro sul tè, che mi ha rapita e portata in uno dei luoghi dove nasce e viene raccolto, è stato Oro verde di Alan Macfarlene,  al solo pensiero di quella storia così ben narrata e dei dettagli delle piantagioni mi vengono i brividi! Poi le mie bibbie sono state, e sono tutt’oggi, Manuale del sommelier del tè di Jane Pettigrew, Tea sommelier di Gabriella Lombardi. Per quanto riguarda le proposte on-line, seguo molto le tea news tramite post o foto sui social (in particolare Facebook ed Instagram), e sono solita andare a leggere gli articoli che mi interessano cliccando sul link diretto alla rivista o blog.

Ho solo una rivista specializzata che seguo regolarmente, a mio parere la più interessante e ben scritta sia dal punto di vista di contenuti che formato: Fogli di tè, credo che nasca come un on-line magazine, ma io adoro stamparne la versione free in PDF a disposizione sul sito, per poi leggerla su carta e conservarla.

“Fogli di tè”, magazine italiano sul tè: appunti, note, scarabocchi, consigli, riflessioni. Potete scaricarlo gratuitamente da qui, consultarlo gratuitamente da qui o richiedere la copia cartacea a staff@foglidite.it

Tea sommelier: pensi che sia una professione utile, attuale nella società di oggi? Che caratteristiche dovrebbe avere?

Certo che penso sia utile, utilissima! E con una certa invidia, e disappunto, posso affermare di ammirare molto le tea-blogger che lo fanno di professione e vi scrivono libri a riguardo (come le mie paladine Jane Pettigrew o, ancora una volta, l’autrice di queste domande che considero tale). Il disappunto sta nel non esserlo diventata, intendo di non esser riuscita a trasformare questa mia passione in un lavoro a tempo pieno con tanto di reddito. Ma per ora va bene così, mi sbizzarrisco a più non posso postando sul mio blog!

Credo che il tea sommelier ideale debba avere tanta esperienza sul campo, il che significa viaggiare il più possibile nelle tea farms e piantagioni e bere litri e litri di tè diversi sempre ed ovunque senza prediligere (o rifiutare) alcuna varietà. Inoltre credo non debba essere troppo tecnico, rischierebbe di spaventare gli amatori del tè che non si vogliono approcciare in modo troppo accademico a questo mondo.

Se tu potessi fare una domanda a Lu Yu, Thomas Lipton e Alice del Paese delle Meraviglie, cosa chiederesti a loro?

Allora, altra domanda impegnativa… vediamo: a Lu Yu chiederei di svelarmi i segreti per riconoscere un’acqua perfetta per infonderci il tè. Questo perché nel suo libro, Il Canone del Tè, il capitolo che più mi ha colpito è proprio quello riguardante l’importanza dell’acqua.

A Mr. Lipton chiederei di portarmi nelle sue piantagioni preferite in India durante il periodo di raccolta delle foglie di tè.

Infine, ad Alice… ah, Alice! Diciamo che nei miei sogni ad occhi aperti inseguo spesso il Bianconiglio, cadendo rovinosamente anch’io nella Rabbit’s Hole assieme ad Alice… e, sempre nelle mie fantasie, non ci sono particolari domande che le porgo  (lei ne ha già abbastanza per il Cappellaio Matto e tutta la sua banda), io mi limito a seguirla in quella pazzia, banchettando con lei in un infinito tea-time, pregando che sia così anche nella realtà, affinché questa mia passione per il tè, che tanto mi stimola, mi emoziona, mi incuriosisce e mi arricchisce, non smetta mai di essere così forte e vivida in me.

Con quale (quali) di questi personaggi vorresti bere l’afternoon tea e perché? Chi aggiungeresti alla tua wishlist?

Con Audrey, assolutamente! Credo passerei tutto il tea-time ad osservare con quale eleganza e classe, ma al tempo stesso con quali gesti sbarazzini e sensuali, essa sia capace di sorseggiare il suo tè. Nel mentre, più che concentrarmi sull’infuso, che immagino possa essere un classico Earl Grey d’alta gamma, cercherei di imitarne l’atteggiamento venendone completamente affascinata.

In questa wishlist manca la mia adorata Banana Yoshimoto. Anche lei in un certo senso ha contribuito al mio amore per il Giappone. Dai suoi libri ho appreso l’usanza di iniziare ogni buona chiacchierata con un’amica in casa scaldando dell’acqua calda a preparando un buon tè atto ad aprire l’anima alle confidenze.

I tuoi tea-things indispensabili (una teiera, un cucchiaino o magari una tazza cui sei particolarmente legata)?

Posso cambiare qualsiasi tipo di tazza, posso dosare il tè o meno, posso far bollire l’acqua in un pentolino sul fuoco o nel bollitore elettrico… ma non posso fare a meno del passaggio nella teiera!

Una mini teapot – atta ad accogliere le foglie in un largo filtro, libere o in un filtro in carta se necessario – è per me fondamentale per un’ottima riuscita dell’infuso.

Purtroppo cambiando spesso casa non posso portare sempre con me la mia cara vecchia teiera in ghisa decorata con due libellule su entrambi i lati… ma rimane sempre la mia preferita!

Cosa vedi in questa immagine?

Mad Tea Party, Un tè di matti, incisione fotografica di Salvador Dalí per Alice nel Paese delle Meraviglie, edizione 1969
Mad Tea Party, incisione fotografica di Salvador Dalí per Alice nel Paese delle Meraviglie, edizione 1969.

Una sorta di “pic-nic tea-time” sotto un albero di farfalle.

Qualche consiglio che vorresti dare ad altri tealover?

Bevete, bevete, bevete! In ogni angolo di mondo voi siate, qualsiasi tipo e forma di tè vi venga proposta… anche se non di buona qualità, anche se mescolato con altre bevande, anche se utilizzato come ingrediente per alcune pietanze… L’importante è assaggiare e scoprire nuovi gusti e sfaccettature dell’essenza che possono sprigionare le foglie della pianta del tè: una fonte di sorprese inesauribile!

Elisa Da Rin Puppel, la prima ospite di 365 tealovers, nuova rubrica by Prima Infusione. Foto Jurga Po Alessi
Elisa Da Rin Puppel, la prima ospite di 365 tealovers. Foto Jurga Po Alessi

Mille grazie, cara Chan, per essere stata la prima ospite della nuova rubrica!


Alcuni link utili tratti dall’intervista

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