Ogni giorno è un buon giorno. Un tè con Elisa Da Rin Puppel (via #LibroGiappone)

Immaginiamo di essere insieme a Tokyo. Dove mi porti a bere un tè speciale?” – “Nonostante ormai conosca svariate tea room, con selezioni sia di tè nipponici che tè da tutto il mondo, il mio suggerimento spassionato va sempre a Sakurai(@sakurai_tea). Questa tea room giapponese mi piace in modo particolare proprio perché offre un’idea ben chiara di che cosa sia l’autentico tè del Giappone andando oltre l’ormai stereotipata cerimonia del tè Matcha. Da Sakurai vi è un bancone con solo otto posti ed un silenzio surreale interrotto solo dal rumore costante del bollitore. Il tè viene servito in teiere ‘kyushu’, caratterizzate da un manico laterale, e la selezione offre vari tè verdi in foglia provenienti da tutto il Giappone, dal classico Sencha fino a rari tè pressati.”
– Michela De Pellegrin, #LibroGiappone

Capire al volo la giusta temperatura dell’acqua per il tè

Il famoso metodo a vista proposto da Lu Yu e praticato per secoli dai letterati cinesi è tutt’oggi una valida alternativa ai sofisticati termometri e ai bollitori di ultima generazione. Ma… c’è un ma e si chiama ‘terminologia’, ovvero tutti quegli occhi di pesce, di gamberetto, di granchio… Voi quanti secondi ci mettete a capire la differenza? Io, a volte, ci rifletto minuti interi :DD

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If the tea bush were a Christmas tree, pickers would only take leaves from the bough where the star is placed, the very tip, and perhaps a few of the branches with ornaments on them.  Sarah Rose “For all the tea in China: Espionage, empire and the secret formula for the world’s favourite drink”

Tea is an addiction, but an addiction different from all others. It is milder, a habit relatively easily broken. It is more universal. Most unusually, it is good for the addict. And it is largely unnoticed both to those addicted and others. Indeed, the conquest of the world by tea has been so successfull that we have forgotten that it has happened at all. Tea has become like water or air, something that many of us take for granted. Alan Macfarlane, “The empire of tea”

Un nome, mille culture: viaggio nelle stanze del tè in giro per il mondo (via repubblica.it)

“Un pellegrinaggio, quello lungo le strade di questa bevanda, che Catherine Bourzat e Laurence Mouton, giornaliste autrici di Viaggio alle Sorgenti del tè (Guido Tommasi editore, 519 pp, 35 euro), hanno portato avanti per ben tre anni, provando a raccontare, in un libro-reportage, tutto ciò che c’è da sapere sulla “seconda bevanda più consumata dopo l’acqua”, comune eppure “un prodotto mitico” che “resiste inesorabilmente al tentativo di definizione”.”

Alessandra Rovetta – Il perfetto teatime è quello in cui il tempo non è scandito dalla fretta

Ha un sorriso e uno sguardo di chi vede la bellezza nelle piccole cose del quotidiano. Sa raccontare i tea-time e sedurre i palati con le sue tea recipes come se fosse un’ambasciatrice segreta della duchessa di Bedford. Non ha un blog sul tè ma il suo Instagram ne vale dieci. Alessandra Rovetta è, per me, la tealover per eccellenza.

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